Cultura, futuro e benessere

Dopo oltre 15 anni di attività delll'ORSEA e di frequentazione delle scuole e, soprattutto, dei docenti, ci siamo accorti di scivolare pericolosamente lungo una china di sconfinamento professionale. E' come esser tornati alle origini: giovani psicologi di belle speranze che si avvicinavano ai docenti convinti di aver qualcosa da insegnare. Quello che si raccoglieva era diffidenza, sarcasmo e, qualche volta, commiserazione. E tutto era meritato ampiamente. Adesso, dopo tutti questi anni, ci sembra di aver trovato una sorta di uovo di Colombo e, probabilmente, la reazione dei docenti sarà ancora più di diffidenza. La promozione di salute è una modalità di educazione continua che, per essere efficace e per produrre modifiche comportamentali e culturali, deve passare attraverso l'approccio educativo dei docenti stessi. Il problema enorme è che sia noi psicologi, assistenti sociali, medici e personale della Sanità che i docenti stessi, stiamo faticosamente procedendo verso una ristrutturazione dei saperi e delle metodologie che passa attraverso personali o, se va bene, gruppali processi di acquisizione di metodologie, strumenti e saperi. La sanità e la scuola vengono attraversate da dichiarazioni di principio e da trasformazioni organizzative che sembrano non toccare l'essenza stessa del rapporto educativo: il rapporto diretto tra educatore e allievo, o meglio tra educatore e gruppo classe.

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